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Studio Consulenza Legale & del Lavoro - Avvocati in Venezia

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In breve

E' oramai dato per pacifico l’orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte in base al quale tra paziente ed Ente Ospedaliero viene a perfezionarsi un contratto di opera intellettuale professionale con la applicabilità del regime di questo tipo di responsabilità sia per quanto riguarda la ripartizione dell’onere della prova ed il grado della colpa, sia per quanto concerne l’ambito di esecuzione delle obbligazioni contratte mediante l’applicazione degli artt. 1176, 1218 e 2336 del cod. civ..

 

 
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Approfondimenti
Il Sindaco ha diritto di critica politica PDF Stampa E-mail

IL SINDACO AVEVA RAGIONE

Secondo il Tribunale sandonatese, va confermato il legittimo esercizio della critica politica da parte del sindaco Graziano Teso nei confronti del suo oppositore Stefano Boso. Questo perché esso, pur contemplando toni aspri e di disapprovazione più pungenti ed incisivi rispetto a quelli comunemente adoperati nei rapporti interpersonali fra privati cittadini, non ha mai palesemente travalicato i limiti della convivenza civile ne ha usato offese gratuite prive della finalità di pubblico interesse, ma ha solo usato argomenti per criticare i programmi e le azioni dell'avversario senza insultarlo e senza evocare una pretesa sua indegnità personale.

In effetti, quando il Sindaco Teso diede del Giuda al Boso era coperto dall'esimente del diritto di critica politica che nel fatto in questione trae origine dall'intendimento di portare a conoscenza della pubblica opinione la scelta dell'ex assessore di firmare le proprie dimissioni e causare il commissariamento del comune nonostante nella giunta di poche ore prima avesse dichiarato che non vi erano problemi e che tutto proseguiva normalmente.

Nessun rilievo aveva del resto la circostanza che la frase sia stata pronunciata in Chiesa: si trattava infatti di funzione civile, tenutasi al chiuso per ragioni climatiche (e la circostanza non è stata contestata dallo stesso Boso).

Anzi una parte di quanto pretesamente contestato dall'ex assessore è così privo di valenza offensiva da essere ritenuto dal Giudice condivisibile per ogni persona di fede.

Alla soccombenza seguono le spese legali. Il Boso dovrà pertanto rifondere le spese di lite al Sindaco Teso come da liquidazione da parte del magistrato in sentenza.

Avv. Alberto Vigani

 

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I costi nascosti della mediazione civile PDF Stampa E-mail

 ARRIVA LA MEDIAZIONE. MA SAI COSA COSTA?

Avv. Alberto Vigani
Avv. Alberto Vigani
Dovunque si parla della nuova mediazione. Il nostro studio ha anche pubblicato la Guida Breve alla Mediazione che puoi scaricare gratis cliccando QUI .

Tutti ne parlano, tanti la vogliono, molti la criticano, pochi la rifiutano. La moda pare infatti l'essere a favore della mediazione, ma non come la ha scritta questo legislatore.

Se ne parla insomma sotto mille profili. Ma quasi nessuno si pone la domanda che davvero interessa ad ogni utente: cosa costa? E come fare se non posso permettermela?

Il decreto legislativo che ha introdotto l'istituto del resto risponde solo alla seconda domanda mentre della prima non ne parla rinviando ogni precisazione al decreto ministeriale attuativo. È così il D.M. 180/2010 del 4 novembre 2010 a precisare i meccanismi per il calcolo del costo della mediazione oltre che a riportare la tabella della tariffe dei mediatori suddivise per scaglioni di valore. Il passaggio normativo che esplicita tutto questo è l’art. 16 che è appunto rubricato “Criteri di determinazione dell’indennità”.

Al primo comma si precisa che l'indennità include sia:

a) Le spese di avvio, le quali sono determinate in misura forfetaria in 40,00 €uro e vanno versate dal richiedente al momento del deposito della domanda; la parte, invece, che viene chiamata in mediazione dovrà anch'essa versare la predetta somma ma ciò farà quando parteciperà al procedimento di mediazione;

b) Le spese di mediazione: sono indicate al comma IV si riferiscono alla Tabella A, riportata in calce al decreto e qui di riprodotta:

Valore della lite

Spesa (per ciascuna parte)

Fino ad €uro 1.000,00

€uro 65

Da euro 1.001 a euro 5.000

€uro 130

Da euro 5.001 a euro 10.000

€uro 240

Da euro 10.001 a euro 25.000

€uro 360

Da euro 25.001 a euro 50.000

€uro 600

Da euro 50.001 a euro 250.000

€uro 1.000

Da euro 250.001 a euro 500.000

€uro 2.000

Da euro 500.001 a euro 2.500.000

€uro 3.800

Da euro 2.500.001 a euro 5.000.000

€uro 5.200

Oltre euro 5.000.000

€uro 9.200



Ho già accennato che il tariffario di mediazione è costruito con riferimento a scaglioni crescenti di valore e con indennità correlate che devono essere versate da ciascuna parte.

Pertanto prima si dovrà determinare il valore del contenzioso con riferimento a quanto richiesto nella domanda di avvio della mediazione: per identificare il valore della domanda si applicheranno i criteri di cui al codice di procedura civile agli art. da 10 a 17.

Identificato il valore della mediazione si verificherà in quale intervallo si colloca considerando indennità minima da versarsi quella dovuta come massima nel contenzioso ricompreso nello scaglione immediatamente precedente a quello effettivamente applicabile; l’importo minimo relativo al primo scaglione è invece liberamente determinato.

Per esser più chiari: se dobbiamo avviare una mediazione la cui domanda ha oggetto un valore compreso da €uro 10.001 a €uro 25.000, il minimo sarà dell'importo di €uro 240, mentre il massimo sarà di un importo di €uro 360. Per ciascuna parte.

Sarà tuttavia necessario fare caso a quanto previsto al comma IV°: in tale passaggio dell'art. 16 è previsto un meccanismo che può portare ad aumenti fino a 3/5 degli importi massimi e riduzioni fino a 2/3 dei minimi delle spese di mediazione applicabili dagli organismi di mediazione.

La scelta sull'applicazione di minimi e massimi è lasciata all'organismo di mediazione e si dovrà quindi fare bene attenzione alle linee di condotta che ogni organismo dichiarerà di vole adottare: ovvero, poiché il richiedente la mediazione è totalmente libero di scegliere l'organismo di mediazione che più gli aggrada, si dovrà stare attenti a optare per quei soggetti che dichiarano di voler mantenere le indennità nella soglia dei minimi di legge, visto che così si può arrivare a risparmiare fino alla metà dell'importo dovuto.

Si deve quindi ricordare che le spese di mediazione devono essere pagate prima dell’inizio del primo incontro di mediazione nella misura di più del 50 %.

I tempi del saldo non sono invece precisati dalla norma e sono quindi a discrezione dei singoli organismi di mediazione.

Come già detto, tali importi devono essere versati da ogni parte ma ciascheduna è responsabile solidalmente anche per il versamento dell'altra parte: se questa non paga si deve pagare anche per lei.

Da ultimo evidenziamo un passaggio negativo che pare sfuggire a molti: la mediazione, o meglio il percorso di mediazione, può svolgersi solo con la collaborazione, l'adesione, di entrambe le parti. I costi invece non dipendono da questa e l'indennità è comunque dovuta, pur se ridotta del 33,33%.

Chi è costretto ad attivare la mediazione, ovviamente perchè interessato ad avviare un contenzioso giudiziale per cui essa è obbligatoria, dovrà versare le spese di avvio e, se l'altra parte non aderirà, pagare anche 1/3 dell'importo complessivo dovuto da entrambe le parti.

Per tutti questi motivi, i costi non sono scontati e possono anche essere importanti per le tasche di ciascuno.

E' perciò necessario farsi assistere fin dall'inizio per non commettere quegli errori che possono condurti a triplicare inavvertitamente in costi senza ottenere alcun risultato.

Il supporto di un legale fin dall'inizio del percorso di mediazione può perciò essere un valore aggiunto che ti fa ottimizzare la possibilità di risultato in mediazione anche mantenendo alta l'attenzione su quanto fosse necessario salvaguardare per il futuro contenzioso che partirà in caso di mancata conciliazione.

Il nostro studio è perciò sempre attento a coltivare gli incarichi difensivi sin dai primi passi, anche utilizzando questi nuovi strumenti, personalizzando il percorso  secondo le peculiarità del caso concreto e del cliente.

 

Avv. Alberto Vigani

 

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Esdebitazione: obbligo di saldo parziale dei creditori PDF Stampa E-mail

La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 181 del 2008, ha confermato che l'esdebitazione non può essere concessa qualora non siano stati soddisfatti, neppure in minima parte, tutti i creditori concorsuali: ciò ha fatto statuendo che il legislatore, con l'istituto della esdebitazione, ha inteso dettare una disciplina applicabile non all'intero debito ma alla parte di esso rimasta insoddisfatta dopo la chiusura del fallimento.

Il provvedimento statuisce anche che del ricorso col quale il debitore chiede di essere ammesso al beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei creditori, nonché del decreto col quale il giudice fissa l'udienza in camera di consiglio, venga data notizia anche ai medesimi creditori concorrenti non integralmente soddisfatti.

Di seguito il provvedimento nel suo testo integrale.

Avv. Alberto Vigani

 

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Cos'è il gratuito patrocinio? PDF Stampa E-mail

 Il gratuito patrocinio in 6 risposte

Avv. Alberto Vigani
Avv. Alberto Vigani
Spesso i clienti mi chiedono  di spiegare cos'è  il patrocinio  a spese dello Stato, comunemente detto "Gratuito Patrocinio", e le condizioni necessarie per esservi ammessi.

Questo perchè l'istituto, anche se interessa una fascia importante della popolazione,  è poco conosciuto e le istituzioni non ne danno alcuna promozione.

Voglio quindi fornirti i dati fondamentali per  orientarti in materia, cosicchè da poter fare subito e serenamente le scelte fondamentali per la Tua difesa.

 

  • Chi ne ha diritto?

Puoi accedere al patrocinio gratuito nel processo penale se sei un cittadino non abbiente, indagato, imputato, condannato, persona offesa dal reato, danneggiato che intenda costiuirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria.

Puoi ottenere il patrocinio anche nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione;

  • Quali sono i requisiti  per l'ammissione?

Puoi essere ammesso al patrocinio a spese dello stato se sei hai  un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, documentato  nell'ultima dichiarazione, che non superi Euro 10.628,16.

Se convivi con il coniuge, con familiari o con altre persone, il reddito di riferimento è dato  dalla somma di tutti i redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante. In questo caso, ma nel solo patrocinio del processo penale, i limiti di reddito vengono di Euro 1.032,91 per ognuno dei conviventi.

Non si somma il reddito dei familiari a quello del richiedente il beneficio in tutti quei processi in cui gli interessi del richiedente hanno conflittualità  con quelli degli altri conviventi.

 

  • In che momento puoi presentare la domanda di ammissione?

La domanda di ammissione al gratuito patrocinio può essere presentata in ogni stato e grado del procedimento.

La domanda può contenere la nomina di un difensore scelto tra gli iscritti in un apposito elenco di avvocati abilitati per il patrocinio a spese dello Stato: l'elenco viene tenuto presso ogni Corte d'Appello dall'Ordine Forense di riferimento.

 

  • Cosa succede con l'ammissione al patrocinio?

Dopo l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato Tu avrai il patrocinio di un avvocato specializzato in assistenza e rappresentanza in quel processo per cui hai presentato  la richiesta gratuitamente: l'attività dell'avvocato sarà per Te gratuito perchè verrà  pagato dallo Stato;

Non sarà perciò necessario pagare alcunchè all'avvocato nominato, poichè verrà retribuito dallo Stato. L'avvocato che, nonostante la nomina col gratuito patrocinio percepisce compensi, commette grave illecito disciplinare.

 

  • Cosa devi fare dopo?

Se sei ammesso al patrocinio a spese dello Stato devi  ricordarti di comunicare ogni anno le variazioni del tuo reddito che siano rilevanti per il superamento dei limiti reddituali e che si siano verificate nel precedente anno fiscale: la comunicazione deve essere inviata entro trenta giorni dalla fine dell'anno e per ogni annualità di durata del processo.

 

  • Ci sono rischi?

Se commetti falsità o omissioni nell'autocertificazione devi sapere che queste costituiscono reato e la sanzione è rappresentata dalla  reclusione da 1 a 5 anni, oltre alla multa da Euro 309,00 a Euro 1.549,00. 

La sanzione penale è aumentata se a seguito delle falsità  e delle omissioni avrai ottenuto o confermato l'accesso al beneficio del gratuito patrocinio.


La disciplina di legge  la puoi trovare nel D.P.R. 30 maggio 2002, n° 115  e, per approfondire, puoi scaricare qui la "Guida breve al Gratuito Patrocinio ".

Avv. Alberto A. Vigani

Redattore di www.avvocatogratis.com

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La decadenza e la formulazione dei mezzi istruttori PDF Stampa E-mail

Segnalo in evidenza una interessante sentenza del Tribunale sandonatese che conferma i principi della decadenza e della prescrizione in materia di appalto nonchè precisa le modalità formulazione delle istanze istruttorie poichè si sancisce la necessaria determinatezza dei capitoli di prova. Ovvero, il provvedimento sottolinea che non è possibile indicare  genericamente le contestazioni di una società all'altra genericamente con modalità ove non sono indicati né tempi, né modi, né soggetti agenti di questa “immediata” denuncia; il capitolo così formulato rimetterebbe  altrimenti al teste di individuare, in sostanza, le specifiche circostanze che invece gli si dovrebbero chiedere; e lede gravemente il diritto di difesa di controparte, sostanzialmente impossibilitata a formulare una credibile prova contraria.

Avv. Alberto Vigani

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