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Studio Consulenza Legale & del Lavoro - SLTL Avvocati in Venezia

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In breve

Resta sempre competente il Giudice del lavoro per tutte le pretese che hanno trovato fondamento nel rapporto lavorativo: ciò vale anche per quei fatti che possono essersi verificati successivamente alla sua estinzione. Esempio può essere il caso in cui i comportamenti del lavoratore dipendente costituiscano violazione del patto di non concorrenza.

 
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Guida Breve al Risarcimento da eccessiva durata del processo PDF Stampa E-mail

GIUSTIZIA INGIUSTA? Vediamo come farsi risarcire.

SCARICA QUI LA GUIDA AL RISARCIMENTO EX LEGGE PINTO


Avv. Alberto Vigani
Avv. Alberto Vigani
Molte volte la richiesta di tutela processuale diventa l’inizio di un calvario!
E così, alla necessità di difendersi nel processo hai visto seguire la prigionia di lunghi ed estenuanti percorsi burocratici che ti hanno anche prosciugato le tasche.

Arrivato alla fine della lite hai magari ottenuto ragione delle tue richieste, ma hai poi scoperto che quanto deciso dal giudice non ti ha rifuso dei danni e delle ingiustizie che hai patito.
Vorresti perciò che qualcuno ti ripagasse di tutti quei disagi, se non ci fosse il rischio di trovarti di nuovo a dipendere da quella trafila ininterrotta di rinvii e spese.

Tutto questo ha però una soluzione: si chiama risarcimento da Legge Pinto. dal 2001 è in vigore in Italia la legge 89/2001 che da attuazione all’art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Devi infatti sapere che tutti hanno diritto ad un processo di ragionevole durata e “chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto della violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'art. 6 della Convenzione, ha diritto ad una equa riparazione”.

Così recita appunto l’art. 2 della cosiddetta legge Pinto che ti riconosce il diritto ad essere risarcito con un indennizzo per ogni anno di eccessiva durata del tuo processo.


La quantificazione del risarcimento è definita in ragione della dimensione del ritardo, della complessità del caso e del comportamento delle parti. Chiaramente il riferimento prioritario è quello temporale e per questo le Corti d’Appello italiane hanno stimato che la durata ragionevole del processo deve essere, in linea di massima, in tre anni per il processo di primo grado e in due anni per il secondo grado.

Se riconosci in queste cifre qualcosa della tua esperienza puoi presentare anche tu ricorso per ottenere equa riparazione; l’istanza deve essere depositata avanti la Corte d’Appello competente, diversa da quella nel cui si distretto si è tenuto il tuo processo, con l’assistenza di un avvocato munito di procura speciale.

La corte ha l'obbligo di decidere il risarcimento entro un massimo di quattro mesi dal deposito del ricorso; tale decreto è impugnabile per cassazione.

Per consentire ai danneggiati di non essere ulteriormente gravati nella richiesta di riparazione è prevista l’esenzione del procedimento da ogni imposta e spesa processuale.

La richiesta di pagamento dell’indennizzo deve essere depositata entro un termine finale e senza un termine iniziale.
In altre parole, puoi proporre il ricorso anche mentre è ancora pendente il processo eccessivamente lungo oppure, a pena di decadenza, entro sei mesi dal momento in cui la decisione, che conclude  quel processo, è divenuta definitiva (ovvero entro 6 mesi dal momento in cui quel provvedimento non è più impugnabile).

E’ riconosciuto il tuo diritto al risarcimento sia del danno patrimoniale (da quantificare per come effettivamente patito) sia del danno non patrimoniale (circa 1500 euro per anno di eccessiva durata). Il ricorso lo puoi presentare anche se il soggetto danneggiato è una tua società.

Tuttavia, troppo spesso capita che alla fine di cause estenuanti ci si trovi con poca provvista finanziaria e ci si senta poco entusiasti all’idea di riprendere le armi e tornare in tribunale.

In quei casi devi tuttavia sapere che tutti coloro sono in possesso dei requisiti reddituali idonei  possono chiedere il gratuito patrocinio, ovvero l’assistenza legale gratuita perché pagata dallo Stato.
In alternativa si può concordare con il proprio avvocato il patto di quota lite, in ragione del quale il compenso del legale sarà commisurato in percentuale al risarcimento che verrà riconosciuto in decisione del ricorso per la equa riparazione.

Per aiutarti ad affrontare queste situazioni ho predisposto, con il supporto del team del mio studio, la Guida Breve al Risarcimento da Legge Pinto che puoi scaricare gratuitamente cliccando QUI .

Perciò, se vuoi ottenere l'indennizzo per aver subito un processo eccessivamente lungo, e Ti serve all’uopo un avvocato che Ti spieghi come fare, ora hai la possibilità di scaricare un PDF di 18 pagine sui passaggi fondamentali per ottenere la IL RISARCIMENTO LEGGE PINTO   e per scoprire se ne hai i requisiti soggettivi e oggettivi.

Avrai a disposizione anche una serie di utili informazioni e suggerimenti aggiornati per preparare la domanda di riabilitazione e non perdere tempo ed occasioni.

 

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Avv. Alberto Vigani

 

 

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