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E' oramai dato per pacifico l’orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte in base al quale tra paziente ed Ente Ospedaliero viene a perfezionarsi un contratto di opera intellettuale professionale con la applicabilità del regime di questo tipo di responsabilità sia per quanto riguarda la ripartizione dell’onere della prova ed il grado della colpa, sia per quanto concerne l’ambito di esecuzione delle obbligazioni contratte mediante l’applicazione degli artt. 1176, 1218 e 2336 del cod. civ..
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La curiosità Un’ azienda chiede all’ Inter 85 mila euro. Poi la retromarcia: «Stiamo risolvendo tutto» «Se non pagate, pignoriamo un giocatore»MILANO - La guerra dell' idromassaggio è durata una giornata, poi si è sgonfiata - come si conviene - come una bolla di sapone. Prima che tutto rientrasse e che la società veneta Cemi - che produce piscine e vasche speciali per i centri benessere - decidesse che con l' Inter vige «un clima ottimale» e che c' è «la disponibilità a risolvere in maniera amichevole» la questione, la stessa società si era rivolta ai legali per riscuotere dai nerazzurri un credito di 85 mila euro e un giudice aveva emesso un decreto ingiuntivo per il pagamento immediato. Non proprio un atto amichevole. Risultato: per qualche ora il mèchato Forlan (che non si sa se ami l' idromassaggio, ma di sicuro frequenta i caschi del parrucchiere), o il tormentato Sneijder (o uno qualunque dei giocatori nerazzurri a vostra scelta), sembravano a rischio pignoramento per colpa dell' idromassaggio non pagato. Almeno così suggerivano i legali dell' azienda di Eraclea (Venezia): «Il giudice ha considerato la sussistenza del diritto di credito e il pericolo di grave pregiudizio del ritardo. Quindi potremo a questo punto pignorare i conti correnti dell' Inter o addirittura uno dei suoi giocatori», l' annuncio minaccioso della mattinata, riportato dal quotidiano La Nuova Venezia . Ecco dove rischiava di finire una (molto piccola) parte dei soldi ricavati con la vendita di Eto' o o, in alternativa, ecco dove rischiava di finire Sneijder, non al Manchester di Ferguson ma alla Cemi assistita dagli avvocati Vigani e Tumiotto (il nome dei legali). Seguiva la pronta risposta della società nerazzurra: non abbiamo pagato perché quelle vasche (installate mesi fa ad Appiano Gentile) non funzionano. O, almeno, visto che servirebbero al recupero dei giocatori, non funzionano come dovrebbero e come era stato promesso. Fino a quando non le mettete a posto, noi non paghiamo. In serata, la Cemi ha cambiato idea e ha fatto sapere che «le vicende sono in fase di superamento». Meno male. a. rav. Ravelli Arianna Dal Corriere della Ser a |
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